Il teatro come emozione

Il teatro come emozione
1 volta a settimana il Lunedì dalle 17:30 alle 19:30
Da Novembre a Maggio
50 euro mensili solo per i soci del Cral 

IL TEATRO COME SPAZIO DI CONFRONTO E RELAZIONE                   
                
Non si tratta di acquisire una tecnica  ma di scoprire la propria anima , di risvegliare la realtà espressiva dell’uomo nella sua ambivalenza fisica e mentale, di unire il movimento corporeo e vocale alla necessità interiore che lo anima, di bruciare le proprie emozioni per accedere alla trasparenza dell’atto quotidiano e spontaneo.  La maggiore difficoltà sarà sempre la semplicità, la trasparenza, la relazione con l’altro, il gruppo.  L’immedesimazione dell’allievo nella storia che vive deve diventare un processo cosciente e quasi spontaneo in quanto è lo stesso attore/allievo a mettere in gioco il proprio vissuto. Non si tratta di recitare o mostrare ma di essere ed interpretare un linguaggio emotivo sotterraneo , di esplorare la propria anima lontani dallo stereotipo . L’attore/allievo è colui che mette a disposizione dei vari personaggi interpretati le proprie risorse umane,la propria creativita’ in relazione a gli altri, colui che svela il  linguaggio " primordiale” del dono di sé. Le nostre parole d’ordine sono : semplicità, spontaneità, trasparenza, coralità.
"Il teatro ciò che ha da dire lo deve dire interamente senza vergogna per superare il senso del ridicolo  che ostacola  l’incontro creativo. L’attore è colui che scatena azioni e reazioni fisiche  è in grado di provocarsi e provocarci un trauma, un cortocircuito che insinui la presenza di un altro mondo” . Credo che l’attore non deve solo saper recitare bene nel senso che non deve recitare , deve creare, immaginare , essere, interpretare, tutto ciò che ha a sua disposizione (immaginazione, emozione , memoria, voce,   ma soprattutto corpo ) tutti gli strumenti deve tradurli in azioni significanti intrise di spessore, di qualita’ e tensione fisica - gestuale . In poche parole deve tirar fuori e concretizzare il suo mondo interiore e ricercare il piu’ possibile la verita’ all’interno della finzione , e questa verità  dev’essere tanto piu’ vicina la reale quando da annullare totalmente la finzione .

 SCHEMA DI LAVORO

 Denudarsi dalla maschera recitativa

 Lavoro sullo studio delle proprie sensazioni  

 Verifica dello stato psicofisico di partenza

  Sviluppo delle percezioni e approfondimento delle azioni e reazioni
 
Training per liberare la propria creatività

 Recupero della memoria emotiva

  Improvvisazione per liberare la propria capacità astrattiva

 Coordinazione voce/gesto/movimento

  Studio sulla relazione tra psicologia del personaggio e testo

 IL VISO: come  espressività  emotiva

 LA MEMORIA FISICA: la memoria emotiva, memoria involontaria del corpo

 LA VOCE come suono emotivo e fisico

 Relazione con gli altri e con se stessi azione/reazione

 Azione come esternazione emotiva

Interpretazione del quotidiano

Lavoro sulla relazione tra la psicologia del personaggio e il suo vissuto

Lavoro sulla sinergia tra corpo/voce/emozionalità
In allegato il curriculum vitae dell'insegnante




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