A spasso per l'Oceano

A spasso per l'Oceano
Luciano Mattei Pavoni ha partecipato ad una nostra iniziativa: il trasferimento di un catamarano "Lagoon 400 S2” da Les Sables s’Olonne nella Francia del Nord fino a Ostia. Compiendo il periplo della penisola iberica e Portogallo.Ecco il suo racconto.
"A spasso per l’oceano"


Dopo la mia prima esperienza di navigazione in barca a vela sull’Oceano Atlantico  mai mi sarei aspettato di riprovarci.
La volta precedente è stata una traversata piacevole verso sud,  da Malaga attraversando lo stretto di Gibilterra fino alle Canarie.  Quindi certo sull’Oceano ma verso sud, verso il caldo.
Questa volta per una persona come me tutto sommata con poca esperienza. l’impresa era navigare nel nord Atlantico in pieno inverno e in periodi di burrasche.
Quando me lo hanno proposto e mi hanno informato che si trattava di attraversare il Golfo di Biscaglia. scapolare la punta nord della Spagna e scendere le coste del Portogallo fino a Gibilterra, ero piuttosto perplesso. Poi mi sono detto: è una esperienza unica, sono in mano a professionisti seri ma soprattutto contavo sul fatto  che gli armatori del catamarano, nuovo di zecca e appena ritirato dal cantiere, avessero tutto l’interesse a far arrivare  la barca ad Ostia integra e senza danni. Quindi ho deciso, vado.
Il programma per arrivare in Italia prevedeva l’attraversamento del Golfo di Biscaglia,   doppiare  il promontorio a nord della Spagna, scendere lungo le coste del Portogallo, passare lo stretto di Gibilterra e passando per le Baleari raggiungere il porto di Ostia. Circa 2000 miglia di navigazione, condizionata da meteo avverso. Del resto si stava partendo in pieno inverno e con l’Atlantico non si scherza.
Venerdì 29 gennaio 2016
Parto da Roma Fiumicino in aereo per raggiungere Nantes in Francia. All’aeroporto mi vengono a prendere e in macchina raggiungiamo Les Sables d’ Olonne ,  il mitico porto  di partenza  della ‘Vendèe Globe, regata in solitario intorno al mondo, dove aspetta “Nicholas” il catamarano che lo skipper e gli altri membri dell’equipaggio devono portare a Ostia.
Aspettando il meteo giusto per partire, prendiamo dimestichezza con la barca e andiamo un po’ in giro per la cittadina, quasi deserta per il periodo, ma non abbastanza da  evitare una intossicazione che colpisce lo skipper dopo aver mangiato in un ristorante italiano. Per fortuna tutto si risolve in fretta e per il meglio.
E’ la prima volta che mi imbarco su un catamarano. La prima impressione è piacevolissima: spazi enormi, cabine comode e  bagni dove ti puoi muovere con tranquillità. Questo da fermo. In navigazione è un’ altra cosa perché se la struttura del catamarano permette di navigare quasi piatti, in mare i movimenti sono imprevedibili.
Domenica 31 gennaio
In attesa del meteo giusto  bighelloniamo per la cittadina con un tempo piovoso e freddo. Camminiamo sul lungomare costeggiando una spiaggia enorme dove un gruppo di surfisti cavalca le onde dell’ oceano. Sono le stesse onde che incontreremo il giorno dopo.
Lunedì 1 febbraio
Approfittando di una finestra meteo favorevole finalmente partiamo. Alle 15:00  attraversiamo il mitico canale di Les Sables d’Olonne , da cui partono i navigatori solitari, e siamo in Oceano. Prendiamo rotta 245° per attraversare il Golfo di Biscaglia ma incontriamo subito montagne d’acqua e vento contro.  Onda lunga di 4- 5 metri di prua e vento di 25 nodi ci costringono a modificare più volte la rotta verso sud e recuperare con fatica il percorso  originario.
 E’ stato un continuo sali e scendi durato per più di 40 ore che ha messo a dura prova tutto l’equipaggio. Per fortuna lo skipper ha resistito.
Per il mare e per i movimenti del catamarano, a cui non ero abituato,  sono stato molto male e  sono rimasto disteso in cabina a digiuno per due giorni e due notti. Ottimo sistema per la dieta!
Mercoledì 3 febbraio
Finalmente il vento ruota verso NW  e possiamo quindi “sgolfare” cioè uscire dal golfo di Biscaglia e doppiare la punta  a nord della Spagna Scendiamo verso sud e puntiamo a La Coruna in Galizia, primo porto a NW della Spagna.
Abbiamo fatto un veloce pit stop per il rifornimento e far sbarcare un membro dell’equipaggio che tornava a casa  e siamo ripartiti subito verso sud.
Il tempo finalmente  è buono e ci permette di navigare in tranquillità e riprendere a mangiare. In questa traversata ci accompagnano i delfini con i loro salti e allegri guizzi.
Scendiamo lungo le coste della Galicia e puntiamo a doppiare il capo di Finisterre o Finis Terrae uno dei punti più ad ovest del continente Europa.
Tempo splendido e aperitivo al tramonto sull’oceano con lo sfondo del capo di Finisterre (rivedremo il capo in seguito ma da un’altra angolazione ed in altre condizioni).
Venerdì 5 febbraio
La navigazione continua di notte fino a Baiona, sotto Vigo in Spagna , dove arriviamo alle 3:00 di venerdì. Qui ci dobbiamo fermare ancora una volta per le pessime condizioni meteo che si avvicinano. Prevedendo una lunga sosta visitiamo la cittadina  che diede i natali a Martin Alonso Pinzon, il comandante della Pinta che con Colombo scoprì le “Americhe”.
In ogni angolo di Baiona è ricordata questa eroica impresa ed una replica a grandezza naturale della Pinta è a disposizione dei visitatori. Sulle targhe commemorative è rimarcato che  Pinzon, di ritorno dalle Americhe appena scoperte, raggiunse le coste spagnole cinque giorni prima di Cristoforo Colombo, ma non riuscì ad inviare la notizia in tempo. Per questo dai  suoi concittadini è considerato n eroe anche se la storia non ne ha lasciato molta  traccia.
 Sabato 6 febbraio
Considerato il fermo forzato decidiamo di affittare un auto con la quale visitare i dintorni.
Prima passeggiata in Portogallo,  a Porto, seconda città più importante e sede della famose  case produttrici del vino omonimo. Ovviamente dopo il giro della città non potevamo farci mancare un assaggio del famoso vino i con relativo acquisto di bottiglie.
Il giorno successivo decidiamo di raggiungere in auto il Santuario di Compostela effettuando il nostro cammino della speranza. Certo non abbiamo percorso come pellegrini miglia e miglia di strada a piedi sotto la pioggia, ma a noi marinai che avevamo affrontato i  marosi e le insidie dell’ Oceano, è stato concesso lo stesso il piacere di raggiungere la Chiesa anche senza il rituale mantello, la conchiglia sospesa al collo e il bastone Alla fine, come sempre succede, il destino o meglio la fame ci ha fatto incontrare un ristoratore originario di Messina, che tra un brindisi e l’altro ci ha proposto i piatti tipici della Galicia.
Non contenti di stare lontano dall’ Oceano  decidiamo di arrivare fino al faro di Finisterre, lo stesso che avevamo visto dal mare ma che ora ammiriamo in condizioni ben diverse. Davanti al faro è presente il ceppo che indica la fine del cammino di Compostela. Anche se in auto  avevamo completato il percorso.
La perturbazione che ci ha costretti a terra ha creato condizioni proibitive in mare. Avevamo intorno a noi onde alte come montagne e vento impetuoso. Nonostante fossimo in alto, a 145 metri di altezza,  si aveva l’ impressione  che il mare ci volesse risucchiare e  abbiamo dovuto ancorarci bene al terreno per non sentirci trasportare via dal vento forte.
Ma l’Oceano in burrasca va visto da diverse angolazioni. Qualche giorno prima passando al largo avevamo visto vicino al faro una spiaggia bianchissima. Ora ci arriviamo con l’auto e attraversando un ruscello scendiamo sulla spiaggia. Il mare è talmente agitato che al largo tutto è coperto da una nebbiolina salmastra. Le onde si rifrangono sulla spiaggia creando una schiuma soffice e densa. Onde più alte delle altre si stendono vorticose  fino al limite della spiaggia bagnando i piedi agli sprovveduti.
Tornati a bordo a Baiona  abbiamo aspettato sotto la pioggia che una finestra meteo si aprisse per partire alla volta di Lisbona.
Mercoledì 19 febbraio
Nonostante il miglioramento del tempo abbiamo impiegato oltre un ora per uscire dal porto di Baiona  con vento e mare contrari. Finalmente riusciamo a metterci in rotta per Lisbona e navighiamo per un giorno e una notte. Rotta 200° inizialmente mare formato al traverso con vento da SW. Il catamarano sbatte che è una meraviglia e più volte mi sono chiesto: ma si spaccherà?  Poi il tempo migliora. Vento al traverso e mare da NW che spingono la barca tra i 7 e i 9 nodi. Con il sole riappaiono i delfini che ci accompagnano per un bel tratto di navigazione.
Giovedì 11 febbraio
Finalmente alle 3 di notte approdiamo  al porto di Cascais sulla costa atlantica, all’ estuario del fiume Tago e a circa  20 km da Lisbona dove purtroppo non siamo riusciti ad arrivare perché il sopraggiungere di una nuova perturbazione ci  ha costretti a fuggire verso sud.
Quindi tempo una dormitina e ripartiamo verso sud, verso Gibilterra.
Zigzagando tra mostri di navi lunghi oltre 900 piedi che corrono verso il porto di Lisbona ed un mare formato al traverso riusciamo finalmente ad incamminarci verso Gibilterra.
Qui ho provato l’ebbrezza di attraversa i canali di transito commerciale davanti ai porti, dove i mercantili hanno il diritto di precedenza. E’ come attraversare l’autostrada del sole a piedi sperando che i Tir si fermino e ti facciano passare.
Sabato 13 febbraio
Ancora un giorno e una notte di navigazione, con vento di 25-30 nodi e planate fino a 12. Doppiato il Cabo de Sao Vicente  poggiamo verso  Vila Real di Santo Antonio, un porto canale sul Rio Gaudiana, che segna il confine meridionale tra il Portogallo  e la Spagna.
Anche qui una sosta forzata in attesa che il vento, questa volta da nord,  sfoghi la sua furia dei 40 nodi.
Il fiume per effetto del vento e della marea aveva l’aspetto di una mare agitato con onde alte e frangenti.
L’attesa ci ha permesso di visitare due cittadine, una portoghese e una spagnola, separate dal fiume, dove, a distanza di pochi metri, si usano  lingue e costumi diversi. Unica cosa che hanno in comune è  il mangiare tapas !!
Martedì 16 febbraio
Passata la buriana si riprende il largo e il cammino verso sud. Gibilterra e il suo stretto sono la nostra meta. Finalmente una giornata piacevole. Sole e vento fresco al traverso ci spingono verso Gibilterra con  il mare  ormai calmo Sembra quasi che l’Oceano voglia farsi perdonare e ci spinga con dolcezza  verso il Mediterraneo.
La navigazione continua anche di notte schivando i bestioni in navigazione o alla fonda nella baia di Cadiz o Cadice  e gli allevamenti di tonno presenti anche al largo.
Con l’aiuto dell’ “AIS – Automatic Identification System” , sistema che permette di visionare e identificare le imbarcazioni presenti sulla nostra rotta,  riusciamo a passare lo stretto di Gibilterra di notte fino ad arrivare nella baia alle prime luci dell’alba. Santo AIS e chi lo ha inventato. Sullo schermo del GPS appariva  un mosaico di triangoli che identificavano le navi, troppo vicine a noi e con la punta – la prora – diretta minacciosamente verso di noi.  
Mercoledì 17 febbraio
A Gibilterra ci fermiamo per una veloce rifornimento. Obbligatorio considerato che il gasolio costa solo 30 centesimi di euro al litro. Quindi pieno e ripartenze verso Malaga.
Il mar Mediterraneo, o “mare nostrum” ci accoglie con una giornata splendida: sole  caldo, e un piacevole vento di ponente che ci spinge lungo la Costa del Sol .
Arrivati al porto di Benalmadena, una bellissima marina prima di Malaga, qui la mia avventura finisce.
Per impegni presi precedentemente al viaggio, con grande dispiacere sono costretto a scendere a terra, ma l’avventura di Nicholas continua. Lo aspetterò a Ostia per il saluto di accoglienza e per riprendere i bagagli che ho lasciato a bordo. Non si sa mai!
Le mie due esperienze in Atlantico hanno avuto inizio e termine a Malaga. Prima l’Oceano del sud: tempo e navigazione meravigliosa,  e ora quello del nord, un continuo fuggire da una perturbazione all’altra, aspettando la finestra giusta per ripartire senza rischi.  Ormai per completare il tutto  non mi resta altro che attraversarlo questo benedetto Oceano!
Ringrazio il comandante Adriano Meloni, il vice Ilario, gli armatori di Nicholas e i compagni di avventura per avermi dato questa opportunità.
Alla prossima. Buon vento!

Luciano Mattei Pavoni – Un Pensionato Oceanico
C.C.R.S. BNL – SEZIONE VELA


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