L'incontro con lo squalo.

L'incontro con lo squalo.
“Ora tutti voi ritornerete nei vostri lontani paesi, alla vita di tutti i giorni, ma voi da oggi non sarete più gli stessi uomini, voi siete cambiati, voi siete tra i pochi uomini che hanno il raro privilegio di poter dire che si sono immersi con il Grande Squalo Bianco, la più straordinaria creatura degli oceani… e il ricordo di questa avventura vi resterà profondo nel cuore e vi accompagnerà per tutta la vita…”
Parole che non scorderò mai.
Paolo Micciulli
Capetown  30/10/2008 ore 20.00

 
Come da titolo e come molti di voi sanno, mi trovo in Sudafrica e forse i piu' "intimi" ricorderanno, oggi era il mio D-Day.....ovvero la mia immersione in gabbia per affrontare lo sguardo sconcertante e terrificante del Grande Squalo Bianco. Mi ero preparato da tempo a questa esperienza, ho la mania di provare tutto o quasi......tutto quello che c'e' da provare durante la vita .......e a quello scapestrato, inguaribile ragazzaccio, quale mi ritengo, questa occasione non poteva sfuggire.
Come accennavo altrove, lo squalo bianco mi ha sempre attratto sin da ragazzino e mi sono letto una valanga di libri e visti altrettanti documentari su questa temibile ma affascinabile creatura. Forse un po' complice (ma negativo!) Spielberg, forse per la truce fama di questo animale, l'uomo lo ha sempre visto come un qualcosa di terribile e da cui tenersi debitamente alla larga. Per carita'....non dico che me ne vorrei tenere uno in piscina come fosse un docile animale domestico, pero' e' altrettanto vero che il Bianco subisce periodicamente una "pubblicita'" decisamente negativa ..........e forse un po' ingiustamente. I titoli dei giornali puntualmente danno il massimo risalto ogni qual volta l'uomo subisce un suo attacco.....omettendo pero' che esso stesso, ossia il Bianco, non lo fa' per innato viscerale odio verso l'uomo, bensi' per mero equivoco; sarebbe come dire che lui, quando nuotiamo, quando facciamo surf o qualsiasi attivita' acquatica, ci scambia per una sua naturale preda. Ovvio che non mi consolerebbe per niente  essere divorato, perche' mi ha scambiato per una foca.......pero', cio' non toglie che io sono da sempre profondamente affascinato da questo bestione preistorico (ha qualche anno, pardon, qualche era di eta'........parliamo di milioni di anni). L'uomo NON e' MAI riuscito a soggiogarlo, come invece ha fatto con quasi tutti gli altri esseri del Creato, ergendosi a padrone assoluto di tutto e di tutti........questa cosa mi rende simpatico, dunque, questo birbante di un  Carcharodon Carcharias.
Ma torniamo a noi. Questa mattina sveglia alle 4,30 per essere pronto alle 5,15, orario stabilito dalla societa' (collaboratrice di National Geographic)  presso cui avevo prenotato questa inusuale escursione in un paesino chiamato Gansbaii (vedetelo su internet). In verita' questa notte ho dormito ben poco pensando a cio' che mi aspettava......forse appena un paio d'ore...ma l'adrenalina gia' iniziava a circolarmi nel sangue e quindi di dormire non se ne parlava.
Gansbaii dista circa 190 km a est di Capetown e a quell'ora il traffico era inesistente.....un paio di altri silenziosi passeggeri ancora sonnecchianti nel buio del pulmino, prelevati da altri hotels, mi conferivano una sensazione vagamente incoraggiante, nel senso che mi sono sentito meno matto di quanto pensassi: allora, non ero io, il solo a fare una "scemenza" simile.
Dopo meno di un paio di ore arriviamo a destinazione e alcuni membri dell'equipaggio ci accolgono offrendoci cornetti caldi e buon caffe' caldo (Nescafe')......ma tanto me ne fregavo abbastanza del nostro espresso italiano. L'angar in cui ci siamo trovati era tappezzato di foto inquietanti di veri mostri del mare.....fauci spalancate ed espressioni molto truculente dell"amico" che ero venuto a trovare, sin dall'altro capo del mondo.
Brevemente ci hanno illustrato il non molto che si conosce al riguardo del grande “bianco”........ma tanto gia' sapevo da sempre, tutto e forse anche piu', di quanto volenterosamente ci hanno spiegato. L'unica cosa nuova che ho appreso e' il fatto che gli esperti reputano un bianco, particolarmente grande, non tanto dalla sua lunghezza (talvolta fino a quasi 7 metri!!!!!), quanto dalla sua larghezza, ovvero dalle dimensioni della gabbia toracica…….anche se, in realtà, gli squali essendo dei selacei non hanno una ossatura vera e propria e quindi parliamo di dimensioni addominali……gli squali sono come dei grandi sacchi pieni di organi interni, tenuti assieme dalla loro stessa pelle durissima.
Finalmente era arrivato il momento di salire in barca e di affrontare (termine davvero appropriato) questa incredibile esperienza. Bando alle chiacchiere: mi stavo veramente cagando sotto dalla paura......ma il mio orgoglio ancora riusciva ad avere il sopravvento sulla paura.....ehmmmmm, meglio dire terrore.
Percorriamo in pochi minuti 5 miglia con questa barca dotata di due potenti motori  fuori bordo Yamaha da 200 cv  ciascuno, fino a quando arriviamo in un punto di mare a ridosso di una isoletta ed una baia chiamata Dieerbay, o qualcosa del genere. Si spengono i motori dell'imbarcazione e i due negretti che fanno parte dello staff, iniziano a "pasturare" l'area di mare con una mistura a base di sangue di pesce (e' giustamente vietato usare il sangue di mammiferi) e grosse teste di tonno. Aspettiamo circa 10 minuti con le macchine fotografiche puntate sul tratto di mare reso sanguinolento ed invitante, anche per i numerosi e furbi gabbiani, tutti  pronti a  scattare al primo movimento giunto dal basso......
Ad un tratto uno dei ragazzi che pasturavano comincia a gridare: up, up, up.....viene su, viene su......e come un flash ecco il primo "pesciolino" che ci mostra tutto il suo smagliante sorriso a centinaia di denti triangolari, unici tra le altre 350 specie di squali esistenti.........tipici ed esclusivi del mitico bianco. La prima foto (ovviamente!) va a vuoto e maledico tutte le digitali del cavolo che hanno quel fastidioso tempo inerziale tra lo scatto e l'immagine impressa. Vabbe', mi dico abbiamo una intera giornata a disposizione, aspettiamo il prossimo show. Il "ragazzo" non si fa attendere molto ed ecco che questa volta riesco a prenderlo meglio.....ovviamente quando il muso e' gia' immerso nuovamente sott'acqua. Il gioco comincia a farsi difficile: ricordo che anche in Australia e nelle Azzorre ebbi molta difficolta' ad immortalare i velocissimi delfini. Sei sempre convinto di esserci riuscito ma quando poi vedi le foto sviluppate, rimani puntualmente deluso. Ora con la digitale, se non altro,  scatti a raffica e ti conservi solo quelle venute bene. Allora forza, fatti sotto....fatti vedere! Mentre ero assorto a fotografare il mio bianco, lo staff aveva calato in acqua la gabbia per fare le foto da sotto..........ma che siete pazzi? Intanto una parte del gruppo, in totale una 15ina di persone, gia' si era infilata la muta (fornite dall'agenzia) e si accingeva a calarsi dentro. La temperatura dell'acqua si aggirava intorno ai 10/12 gradi.....piuttosto freddina, considerando che  trovandoci vicinissimi a Capo di Buona Speranza le correnti fredde dell'Atlantico prevalgono su quelle un pochino piu' calde di quello Indiano. Faccio segno all'istruttore che voglio prendermi ancora un po' di tempo (vigliacco!!!!).....sopratutto voglio osservare come si comportano gli squali in acqua alla nostra vista.....desidero sincerarmi che l'incontro NON sia eccessivamente ravvicinato. Invece vengo subito smentito da un bianco di circa 4 metri che si accanisce con le fauci sulla sbarra piu' alta della gabbia.... piuttosto robusta e contenente fino a 6 sub. Comincio ad avere decisamente paura, per un momento (lo confesso!) ho pensato di rinunciare a questa  follia, io NON sono un sub esperto......ma poi ho immaginato cosa mi avrebbero detto, mia moglie (poverina!), mia figlia e tutti gli amici......insomma: PAOLO TIRA FUORI LE PALLE!!!!! Cavolo nella gabbia ci sono scese anche “fanciulle” di corporatura esile e dall'aspetto timido......e tu VECCHIO SOMARO  che fai,.... ti tiri indietro proprio adesso? Mentre mi sto masturbando il cervello, circondato da paure piu' o meno giovanili ed anche senili.....l'istruttore mi porge una muta asciutta della mia misura e mi comunica laconicamente che è arrivato il mio turno: “Are you ready?”. Nel frattempo avevo preso un po’ la mano, calcolando i tempi di reazione della mia digitale ed avevo catturato un po' di immagini dignitose.......ma adesso devo tirare fuori dallo zainetto la mia gloriosa Nikonos V che tutti mi guardano con una certa invidia e magari, proprio grazie alla sua nobile razza mi avranno pure scambiato per uno smaliziato e veterano subacqueo. Confesso che non mi infilavo una muta da sub da quasi 20 anni......l'ultima volta risaliva a Bora Bora (Polinesia), con mia moglie, per fare lo shark feeding......ma si parla di squaletti lunghi al massimo un paio di metri che, al confronto di quei grossi "cattivoni" che si aggirano sinistramente intorno alla nostra barca, sarebbero apparsi solo come dei banali tonnetti. Tiro fuori i miei occhialetti da piscina graduati (sono miope come una talpa indiana) ed aspetto che gli altri amici, che mi hanno preceduto, escano dalla gabbia......."ma rimaneteci!", penso, NON ho affatto  fretta di entrare....ma tanto è ormai questione di minuti. Intanto un paio di esemplari di Carcharodon Carcharias si stanno esibento per la delizia e......gli strilli dei miei folli colleghi. Eccomi sulla scaletta, con una cinta di piombi che mi  mantengono in piedi sul fondo della gabbia.........e voila'.....sono a mollo nelle acque gelide di Gansbaii, il posto piu' famoso del mondo per l'osservazione del bianco e come descritto dal National Geographic, il tratto di mare più pericoloso del pianeta. Da sopra la barca mi dicono.....anzi mi gridano di non appoggiare assolutamente (come stupidamente avevo fatto gia')  le mani sulle sbarre orizzontali della gabbia.....altrimenti avrebbero rappresentato un ghiotto aperitivo per i nostri amici che intanto sono diventati 3....ovvero 2 adulti ed uno piu' piccolo, lungo appena 2 o 3 metri. L'acqua la sento piuttosto fredda, sopratutto dopo che è penetrata lungo la schiena, entrandomi dal collo della muta......in effetti, davvero efficace, anzi direi proprio necessaria.
Immergo la testa per vedere oltre le sbarre e mi rendo conto che la visibilita' è inferiore a 2 metri circa e quindi immagino che avrei visto il bianco solo all'ultimo momento senza dare il tempo al mio cuore di "abituarsi".....oddìo, si fa' per dire, ovviamente. Ad un tratto sento gridare  up, up, up ed ecco che io, rimasto impietrito con la testa in superficie, mi vedo una enorme bocca spalancata a meno di  1 metro dalla mia faccia, malgrado gli istruttori si fossero raccomandati di immergerci immediatamente, per motivi di sicurezza!
Paura poca.....non so spiegarmelo, semmai grande sorpresa.
Penserete che avevo preso coraggio. Sbagliate: forse ero rassegnato a morire....e non scherzo. La nostra mente a volte gioca strani scherzi!!
Forse questo e', ciò che talvolta chiamano, la forza della sopravvivenza. Cerco solamente di non farmi ammazzare. Up, up, up......eccolo di nuovo. Mi immergo puntando a caso (ovvio) l'obiettivo della Nikonos, sperando di immortalarlo almeno in parte, anche se francamente, ci spero poco......lo vedro' a casa dopo lo sviluppo del rullino. Eccolo....me lo rivedo da sotto acqua e scorgo le spettrali branchie laterali ed anche il suo vitreo occhione nero. Ad un certo punto sento la gabbia scuotersi con inaudita violenza e capisco che il ragazzo ci ha appena rifilato una sonora fiancata......diciamo una abbondante tonnellata di muscoli che ti arriva sulla gabbia, sicuramente (spero) ben assicurata al bordo-barca. Stupore, ma non ancora vera paura......BOH!!!!!!  Riemergo e vedo il suo simpatico muso che morde nervosamente il bordo in alto della gabbia, dandomi il tempo di scattargli una foto......che spero sia venuta bene. Passano i minuti e finalmente l'istruttore ci dice di uscire, uno alla volta, per alternarci con gli altri. Non me lo faccio ripetere 2 volte ed eccomi SOPRAVISSUTO, al sicuro sulla barca.....pronto per la foto di rito, con la muta probabilmente maleodorante nella parte posteriore, vicino al sedere......ma felice, anzi, RAGGIANTE per aver vinto una mia sfida personale, con me stesso.
Il resto della giornata  passa velocemente.....qualcuno fa’ il bis della gabbia, io NO!, ed abbiamo  anche l'opportunita' di scattare bellissime foto ravvicinate  alle balene della zona.........bestiole lunghe fino a 20 metri e dal ragguardevole peso, pensate, di oltre 60 tonnellate!!!!!!
Le balene le avevo gia' incontrate in altri luoghi del mondo ma mai cosi' da vicino, al punto di ascoltarne il loro potente respiro, quasi uno spettrale sospiro......il lamento per la crudelta' e stupidita' dell'uomo che le sta sterminando…….noi ascoltiamo incantati, in assoluto silenzio.
Una esperienza davvero unica, quella mia di oggi.
Ma voglio dirvi che malgrado l’apparente pazzia di questa cosa, secondo me e' importante, se non addirittura necessario, mettere di tanto in tanto alla prova il nostro coraggio per scoprire quali sono i nostri limiti.........vincere le nostre ansie, liberandole, quasi fossimo vittime inconsapevoli di un maleficio che ci condanna a rimanere in eterno piccoli esseri, attaccati stoltamente a cose che, in effetti, nell'arco di una intera esistenza, poi ci si rende conto che non contano nulla. Da anni ho imparato questa importante lezione ed ho anche capito che esiste un sottilissimo confine tra l'incoscienza ed il vero coraggio..........e' anche vero che si puo' essere benissimo molto coraggiosi senza fare obbligatoriamente una caxxata come quella che ho fatto oggi, pero' e' altrettanto vero che ogni tanto dobbiamo forzarla questa nostra piccolezza interiore per poter crescere. Dicevo del confine che esiste in bilico tra la pazzia ed il vero coraggio: quando si riesce a riconoscerlo subito e con chiarezza, allora si diventa davvero grandi......e non semplici idioti, incoscienti. Spesso si e' solo incoscienti........... e non consapevolmente coraggiosi.
Oggi, senza presunzione, credo di essere cresciuto ancora un po".
Domani volo a Johannesburg e poi me ne vado al Parco Kruger a fotografare altre “bestie”..........vi saluto con l'affetto di sempre.
Paolo Micciulli 

P.S. Al ritorno alla base di Gansbaii ci hanno mostrato un documentario con alcuni pescatori cinesi (maledetti) che pescano giornalmente centinaia e centinaia di squali e li rigettano in mare, ancora agonizzanti, dopo averli atrocemente mutilati delle loro pinne, che dicono, siano afrodisiache.......................ma allora, chi e' il vero animale feroce?


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